Enzo Biscardi

Enzo Biscardienzo dito sulla testa

Si forma come attore alla scuola del Teatro Officina, instaurando con il maestro Massimo De Vita un rapporto professionale che gli permette diartecipare come attore in diverse produzioni tra le  quali “Cuore di fabbrica”, “Quer pasticciaccio brutto de via S.Elembardo”, “Nozze di piccoli borghesi” e “Io, Minotauro”, quest’ultimo è un monologo del quale cura anche la regia, come accade anche negli spettacoli “Emigranti” di Mrozeck e “Ci ho le sillabe girate” di Alberto Cavalleri.  Contribuisce alla nascita della compagnia Teatro Periferico di Cassano Valcuvia Affidandosi all’esperta e innovativa guida della regista Paola Manfredi e collabora con Zona K di Milano, realtà per le quali progetta e gestisce diversi laboratori teatrali nelle scuole pubbliche e non solo.

Con il Teatro Periferico partecipa a diversi progetti basati sulla raccolta di testimonianze vere, realizzando innumerevoli spettacoli originali, spesso messi in scena in luoghi non-teatrali, come “Mombello, voci da dentro” progetto sfociato nella tournée Casematte per gli ex manicomi Italiani.
In parallelo continua la propria formazione partecipando a diversi seminari con Francesco Mazza, César Brie, Paola Manfredi, Maria Grazia Mandruzzato e Danio Manfredini.
Dal 2001 al 2011 è educatore professionale presso la Cooperativa Comin, dove approfondisce il lavoro di équipe e sviluppa strumenti per il lavoro sul gruppo.

Unisce la sua esperienza teatrale a quella educativa e si specializza così nella pedagogia teatrale, tenendo corsi per bambini, ragazzi e adulti in diverse strutture teatrali e non, e conducendo seminari sulla emotività teatrale e le dinamiche di gruppo.

Si sta specializzando nel lavoro teatrale con i rifugiati politici anche vulnerabili completando la sua preparazione tramite la frequenza al corso di teatro sociale e di comunità all’Università Cattolica di Milano.

Consegue per sei anni consecutivi quattro primi premi e due segnalazioni speciali in due diverse rassegne di teatro scolastico (“GEF” di Sanremo e “Il teatro va a scuola” di Castelnovo ne’ Monti), con spettacoli di cui cura regia e drammaturgia.
Nel 2009 vince a Milano il Premio “Casa della pace” con il progetto Cellophane.

“Il teatro non si fa solo sul palco. È un’esperienza così vicina alla vita che sarebbe riduttivo limitarla alle sale teatrali. Il palco di un laboratorio teatrale è lo specchio di quel che noi siamo e facciamo per strada, a scuola, sul tram, a casa. La consapevolezza di sé e la tecnica sono competenze che chi vuole far teatro deve affinare per poter ripetere quella esperienza acquisita più volte senza mai cadere nella ripetizione”.

 

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