Aspettando Godot

15 giugno ore 21.00
16 giugno ore 17.00

ESTRATTI DA ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett

TESTI e AUTORI
Charles Baudelaire “Il Viaggio”
Robert Frost “La strada non presa”
Wislava Szymborska “Un amore felice”
Gianni Rodari “I bravi signori”
Haruki Murakami “Aforismi”
Walt Whitman “Canto di me stesso”
Nazim Hikmet “Il più bello dei mari”
Ezra Pound “Canzone”
Charles Bukowski “Pulp”
Francesco de Gregori “la testa nel secchio”

Con Pina Bordonaro, Gianluigi Colangione, Isabella Fazio, Gabriele Manili, Simonluca Pastore, Pier Petronio, Maria Teresa Poggioni, Paola Raina, Corrado Saporiti
Regia di Enzo Biscardi

IL PERCORSO
Quest’anno il percorso del primo anno del laboratorio teatrale del Teatro Officina si è sviluppato attorno al tema della relazione, della vita (quella poggiata sul pensiero “dove sono andato e dove sto andando”) e soprattutto dell’attesa. Aspettando Godot di Samuel Beckett è stato inevitabilmente il testo che ci ha aiutato ad affrontare queste tematiche in modo profondo, poetico e allo stesso tempo universale. Ed è così che, dopo una prima fase di laboratorio atta alla conoscenza e creazione del gruppo, il percorso si è articolato in due distinti momenti: una prima parte in cui gli allievi attraverso esercizi di scrittura creativa hanno creato dei personaggi partendo da dipinti di Edward Hopper e un secondo momento nel quale si è lavorato sull’interpretazione e messa in scena di alcune parti tratte dal testo di Beckett.
Come ogni anno l’idea è stata quella di affrontare un percorso che partisse da un lavoro su di sé, esplorando le proprie capacità e consapevolezze personali e teatrali, per arrivare alla costruzione di un saggio finale che fosse il naturale incontro tra la prima fase laboratoriale, più libera e di ricerca, e il lavoro di messa in scena più tecnico e rigoroso. La sfida è stata quella di non porre da subito all’inizio del percorso un tema principale del lavoro, ma lasciare che l’idea scaturisse dall’elaborazione dei materiali a disposizione e dalle suggestioni che ne nascevano. Il lavoro sulla creazione del personaggio, alternato ad esercizi atti all’acquisizione di nuovi strumenti e competenze teatrali, è stata per gli allievi una fase necessaria per comprendere l’adeguato utilizzo di voce, corpo e spazio in ambito teatrale e allo stesso tempo un fase propedeutica alla realizzazione del saggio finale, che ha comportato un lavoro specifico di lettura, analisi e interpretazione dei testi e di cura nella messa in scena.

IL SAGGIO
Il saggio, come il percorso del laboratorio proposto, è diviso in due momenti distinti che si fondono l’uno nell’altro. Nella prima parte siamo in una stazione dove, nell’attesa di un treno in ritardo, alcuni avventori si ritrovano a raccontarsi a degli estranei mostrandosi nelle loro particolarità e resistenze, fino a condividere spaccati intimi della propria vita.
Vengono qui presentanti i personaggi scritti e creati dagli allievi attraverso un percorso di scrittura creativa ispirato da alcuni dipinti di Hopper. Questa prima parte viene accompagnata da alcuni brani poetici (alcuni tratti da poesie e altri da canzoni) sul tema dell’attesa scelte dagli allievi stessi.
In seguito il percorso drammaturgico ci porta al testo di Beckett spoglio di Pozzo e Lucky per divenire un trotto teatrale universale che gira attorno ai personaggi di Vladimiro e Estragone. Così il gioco cerebrale e poetico dell’inevitabile e necessario dover andare avanti è continuo e universale. Rappresenta tutta l’umanità in ogni diverso ambito possibile: la famiglia, la coppia, il lavoro, le dipendenze… Il teatro.

 

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