Il lavoro con i Rifugiati politici nasce al Teatro Officina due anni fa all’interno di un laboratorio a loro dedicato sostenuto dall’Ufficio Servizi per Adulti e Politiche per l’Immigrazione del Comune di Milano. Questa esperienza utilizza la pratica del teatro come dispositivo comunicativo, costituendo un lavoro originale e inconsueto nel panorama del teatro sociale, una pratica che il Teatro Officina sperimenta da decenni. Dopo un periodo di lavoro di un anno i rifugiati approdano su un palco dove si presentano nella loro umanità, svelando sfumature che sfuggono alle cronache giornalistiche. Qui danno voce ai loro vissuti con pensieri, musica e canti, condividendo con il pubblico il loro viaggio.

L’esperienza viene portata anche in luoghi significativi della città. Ad esempio l’iniziativa è stata presentata nel Chiostro del Piccolo Teatro nel settembre 2015.

LA VOCE DEI RIFUGIATI POLITICI diventa dunque per il pubblico un’importante possibilità per avvicinarsi alle storie di queste umanità percepite troppo spesso come un’emergenza e quasi mai come persone.