Cuore di fabbrica nasce dalla volontà di raccontare un mondo (quello operaio di Sesto San Giovanni, oggi al suo tramonto con l’avvento della cosiddetta “società del terziario avanzato”), e di restituirne la storia sotto forma di spettacolo teatrale: ai soggetti che ne sono stati protagonisti e alle nuove generazioni, che di quei soggetti sono eredi. A sostenere il progetto: il Ministero del Lavoro, la Provincia di Milano, la Regione Lombardia, il Comune di Sesto S. Giovanni, la Camera del Lavoro di Milano, l’Università degli Studi di Milano Bicocca – Facoltà di Sociologia.

Come di consueto, il primo passo è stato quello di raccogliere racconti e ricordi presso i diretti testimoni di quel mondo e della sua evoluzione: operai delle fabbriche della Falck, della Breda e della Magneti Marelli. Intrecciando i loro vissuti con riferimenti letterari espressione di quello stesso humus sociale e culturale (poesie come La bandera di Franco Loi) ne è scaturito un testo in cui si traccia, a volo d’uccello, la storia del mondo operaio (dall’abbandono delle cascine all’inurbamento, dalla Resistenza alla ricostruzione, dalla stagione delle vittoriose lotte sindacali al cosiddetto “riflusso”) ed emerge l’esperienza centrale del sentirsi “collettivo”, parte di un tutto, consapevolezza non solo politica ma umana e interiore.

Lo spettacolo, interpretato dagli attori del Teatro Officina, ha avuto la sua prima al Teatro Rondinella di Sesto S. Giovanni il 20 settembre 1998, con ingresso gratuito, cui è seguita una replica il 20 novembre 1998 presso l’Aula Magna dell’Università Statale di Milano Bicocca.