| 01 dicembre 2011 | 04 dicembre 2011 |
Padre David Maria Turoldo è stata una figura importante dentro molte esistenze individuali e dentro la vita di quella comunità che è chiamata Chiesa, e non solo. Non ad una impaludata celebrazione abbiamo pensato (David non lo avrebbe sopportato), ma ad un’interrogazione profonda; lontani quindi da ogni compiacimento nostalgico, abbiamo cercato di andare al cuore del messaggio turoldiano. I poveri, vero popolo di Dio, Sua profezia: a partire da questa centralità abbiamo cercato ponti, legami, rimandi, analogie con altri testimoni del nostro tempo, che sui bisognosi hanno fondato la loro vocazione, la loro missione: Alex Zanotelli, Angelo Casati, Tonino Bello, Luigi Ciotti, Virginio Colmegna. Lo spettacolo, raccogliendo materiali poetici e di prosa, punta dritto sul nostro “tempo malato” e sulla necessità di farci “prossimo” verso gli ultimi, e verso gli stranieri innanzitutto, questi “nuovi” fratelli che, soffrendo “la ferocia dei numeri”, vivono il massimo della disperazione e il massimo della speranza.
Debutto nazionale



