IL SUO NOME ERA GIOVANNI

La prenotazione è nominale e vale per un solo posto in sala.

Storia di un papa nato e morto povero

Drammaturgia Roberto Carusi
Regia Antonio Grazioli

Con Massimo de Vita, Daniela Airoldi Bianchi, Stefano Grignani, Anna Lisa Iodice
Scenografie Gianluca Martinelli e Alice Benazzi
Costumi Carla Cipolla e Francesca dell’Orto
Luci di Beppe Sordi
*Un ringraziamento particolare a Caterina Pontrandolfo per il suo lavoro sul testo

Le povere origini contadine, la chiamata, la Guerra, l’esperienza ecumenica durata 27 anni: Papa Giovanni XXIII ha esortato il mondo intero a “cercare ciò che unisce e non ciò che divide”, a “scuotere la polvere imperiale accumulata sul trono di Pietro”, perché “la Chiesa non è un museo da conservare, ma un giardino da coltivare”.
Gli attori che simultaneamente interpretano Giovanni sono quattro, e progressivamente spoglieranno il palco in un ritmico lavoro di sottrazione che svelerà il Segno: quello che rimarrà sarà una nuda croce.

Questo spettacolo rappresenta per il Teatro Officina una responsabilità intellettuale, un rinnovato impegno civile e morale, la testimonianza verso gli ultimi che abitano quel “luogo teologico” che solo oggi, agli occhi di molti, sono le cosiddette “periferie”.

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