E lasciatemi divertire!

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9 e 10 giugno 2018 ore 21
Saggio laboratorio adulti base

ALLIEVI
Eleonora Caracciolo, Roberto Cuda, Fabio de Blasio, Elisa Gianni, Bruno Greco, Antonella Ria, Raffaela Russo.
A cura di Massimo de Vita ed Enzo Biscardi

POESIE IN APERTURA
MARASI – “La ballata delle sei sorelle”
S. FRANCESCO – “Cantico delle creature”
PORTA – “Sciura Caterinin” / BELLI – “a Nina”
NERUDA – “Spiego alcune cose”
TESTI TEATRALI
BERTOLT BRECHT – “La moglie ebrea” da Terrore e miseria del terzo Reich
ACHILLE CAMPANILE – “Acqua Minerale”
POESIA IN CHIUSURA
PALAZZESCHI – “Lasciatemi divertire”

IL PERCORSO
Ogni anno è un percorso nuovo. Lavorare con le persone implica l’essere attenti all’altro, farlo esistere, crescere, essere sempre pronti al cambiamento e anche lasciare andare chi non lo è.
Inizi un percorso che sei una persona e finisci che sei inevitabilmente cambiato. Insieme a te cambia un gruppo intero, i tuoi compagni e pure i tuoi insegnanti. Chi ha coraggio, generosità e umiltà si arricchisce molto quando incontra altre persone.
È su queste basi che si è sviluppato il percorso che, oltre all’insegnamento del “come far teatro”,  abbiamo pensato e affrontato quest’anno per il corso adulti base. Un percorso di crescita che ha visto, come di consuetudine al Teatro Officina, le persone al centro del loro stesso lavorare.
Si è deciso di lavorare portando gli allievi ad essere il più possibile se stessi, pur interpretando poesie e testi teatrali d’autore, inserendoli però in un percorso caratterizzato da repentini cambi emotivi, alternando continuamente momenti comici a momenti più drammatici. Essere quindi se stessi, credibili, ma cambiando registro velocemente e rispettando testi ed autori. Insomma: un intenso e difficile lavoro per un primo anno! La risposta è stata corale: “noi ci siamo!” E ci si è rimboccati le maniche.

IL SAGGIO
Il percorso pensato per gli allievi del corso base è un lavoro strutturato su diversi testi d’autore e diviso in due parti ben distinte: una prima parte caratterizzata da poesie e un secondo momento di lavoro su due testi teatrali. Si è deciso di tenere una comunicazione in forma corale sia nel momento poetico che in quello più strettamente legato ai testi teatrali.
Gli allievi inizialmente si presentano, si mostrano come sono, parlano di sé, per poi accompagnare il pubblico in un breve viaggio che si sviluppa attraverso improvvisi e talvolta bruschi cambi emotivi, che alternano momenti frizzanti e allegri, come nella ballata delle sei sorelle di Marasi, ad altri più drammatici e di denuncia come in spiego alcune cose di Neruda. Si passa dal colorito dialetto popolare del Belli e del Porta, alla sacralità del Cantico di S. Francesco, fino a dar voce ad un sempre attuale Brecht, per poi congedarsi attraverso la genialità e sonorità di Campanile e Palazzeschi.
Un viaggio che inizia con le persone e finisce con le persone, comincia col presentarsi e finisce col rappresentarsi in una richiesta lecita e sana: “E lasciatemi divertire”.

Ingresso a offerta libera.


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